Ora vivo nel mare

Gaetano Bevilacqua, bozzetto per Se fosse pronto un cielo

Nella mia casa c’è un nuovo
ospite uccello: un canarino
giallo, con una macchia in capo.
Sono io che abito altrove: ignorante
di cose umane e di affari
ingenui di volatili,
ho scelto altra forma animale.
Ora vivo nel mare, attendo l’onda
grassa che mi conforti, che confonda
paesaggi di spugne e alghe.
Ho scelto di pensare sotto il livello
pacifico del reale.
(da Se fosse pronto un cielo, Il Catalogo, 1991)

L’avete viste voi mai tante stelle?

L’avete viste voi mai tante stelle?
Ma non ce n’era una in movimento.
Così mi assale terribile argomento
che nulla accada in cielo e l’universo
sia proiezione di un qualche marchingegno,
scatola magica, intrattenimento.
Nessuna stella cade, non c’è segno
di strascico che doni ai desideri
la mano che li anneghi o che li avveri.








acquaforte di Gaetano Bevilacqua che accompagna le poesie di DUE NOTE, Edizioni dell’Ombra, 2010

La balena guadagna a stento il largo

La balena guadagna a stento il largo,
affaticata dall’enorme peso
del suo corpo condanna. Si immerge lenta
e non sa pensare
che il tributo che deve oggi alla vita
è come sempre ritornare a galla
a respirare.

(da Se fosse pronto un cielo, Il Catalogo, 1991)

Troppi rumori

Troppi rumori intorno, troppe urla,
troppi che sanno, che non hanno dubbio,
sempre all’assalto, ma com’è che fanno
a non ferirsi mai, sempre gridando
una certezza, l’unica, evidente,
se non capisci niente, allora zitto
urlano zitto a tutti gli altri, è scritto
facile da capire anzi banale,
vince chi urla, vince chi ti assale,
non c’è mistero, se tu resti afflitto
sottovoce cortese derelitto,
segnato è il tuo destino culo a terra.
Ma io non voglio pace, niente guerra,
spesso mi tiro indietro, non conduce
da nessun lato la parola, è luce
e buio insieme, chiaroscuro, porta
e muro senza feritoia, contorta
idea che spinge a nulla, uno sgambetto
nella discesa senza freni, effetto
spettacolare, vita e morte. Frulla
la cinciallegra, io la sto a guardare,
le dico grazie, anzi lo vorrei fare,
invece resto zitto, tanto è uguale,
lei non capisce e io non so parlare.
(da Confidenze da un luogo familiare, Campanotto)