Anno nuovo

Penseremo possibile una svolta,
mutamento nel ritmo della marcia
per adeguarci ai tempi accelerati
che impone l’era, ai forsennati scatti
digitali, alle brusche alterazioni
negli assetti. Forse ci coglierà
per rinnovata sfida o infermità
di morbo antico, l’impazienza
di scosse, di trasalimenti, voglia
di rubare ai giorni emendamenti,
lezioni sconosciute, variazioni
al consueto regolare svolgimento
delle fatalità. Vogliamo breccia
nella compostezza, un’oscillazione
nella tenuta solita dei patti,
che una faglia rovini l’equilibrio
e ci riporti al passo vacillante
che era di giovinezza. Accadrà
invece poco o nulla, l’universo
proseguirà con pochi impedimenti
per il suo verso, noi rovisteremo
sia giorno o notte il cielo alla scoperta
del tempo che farà, domanderemo
alle stelle lontane, alle galassie
se sia sensato il balzo, che distanza
passi tra dove siamo e la felicità.

(ph. G. Grattacaso)
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