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La rosa

La rosa cede balsamo e stupori,
la rosa divertita dal trastullo
dell’ape inebetita, forse un vento
sventaglia cerimonie e giravolte,
rimescola le menti, scioglie il mondo
nell’orbita fragrante, pronta svolta
intorno alla corolla, stimma, antera,
la piroetta senza piede a terra,
passeggiata al pistillo, quale meta
è nel girovagare fiore a fiore,
quale amore consiste nel toccare
solo da lontananza, solo il frullo
sentire di farfalla, leggerezza
e solletico d’ali, la presenza
di chi non sai d’avere somigliante,
il fiore solo a te corrispondente
nemmeno mai a distanza contemplato,
la rosa affine la conosce il bombo,
la coccinella saggia, l’ape aliena
che preme e si dilegua, là rimane
il fiore dov’è nato, conficcato
nel suo destino, dov’è sempre stato:

rosa che s’allontana in intelletto
d’essere luce in volo con l’insetto.

 

La poesia è inedita in volume

(ph. Giuseppe Grattacaso)

3 risposte a “La rosa”

  1. Bruno

    Bellissimo e incalzante “rincorrersi” dell’immagine del fiore con l’ape e gli insetti riverenti e dispettosi, giocosi e complici maliziosi del compiersi della bellezza.

  2. Alberta

    La natura parla in versi. Coltivo rose, e in questa poesia sento tanto di quello che vivo ogni giorno :suoni, colori, sole e vento, il lavorio incessante del bombo, la danza dei petali scomposti vicini alla sfioritura.
    Bella

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