Il tempo del pettirosso e della cinciarella

Il pettirosso allunga in eleganza
il corpo snello, dentro una sua danza
fa un saltello poi un altro:
rimanendo sur place
vagheggia un suo pensiero,
accenna un desiderio.
Scuote la cinciarella il capo
azzurrino, da lì sorveglia
il mondo con premura,
dal suo posto nel fondo
dell’universo alato,
stelle pianeti uccelli
a correre nel cosmo
a perdifiato.
Il tempo è una menzogna,
lei trilla acuta, si svolge il lavorìo
zizì avanti e indietro per necessità,
piccoli per destino,
la cincia il pettirosso l’uomo, o troppo grandi
l’albero il bosco la montagna il cielo, troppo
lunga la valle, lontano
senza fine e senza requie
l’orizzonte.
Il tempo va così tutto al presente
o è solo tempo ignoto,
tutto qui adesso e tutto già accaduto,
tempo fantasticato.

Il pettirosso astuto non dispera,
si guarda intorno, aspetta:
un grano a cinciarella è scivolato.

 

La poesia è stata scritta tra il 31 dicembre 2025 e il Capodanno 2026

La foto di copertina  e quella che accompagna il testo sono di Giuseppe Grattacaso 

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