L’Almanacco dei poeti: parole senza confine

Progressivamente si sono ridotti negli anni gli spazi editoriali dedicati alla riflessione sulla poesia e alla necessità di considerare il lavoro del singolo autore all’interno di un contesto più ampio. C’è da aggiungere che i pochi strumenti ancora attivi non sempre offrono scelte basate su qualità e rigore. Va dato perciò atto all’editore Raffaelli di Rimini della opportunità e del pregio di una operazione per tanti versi coraggiosa e controcorrente: l’Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea, curato da Gianfranco Lauretano e Francesco Napoli, giunge al secondo numero e si presenta più ricco e variamente organizzato che nell’edizione del 2013. Il volume è denso di contributi e felicemente curato dal punto di vista grafico e nella scelta fotografica.

Etel Adnan
Etel Adnan

La proliferazione di una produzione poetica spesso autogestita e autopromossa, ancora più evidente nell’era di internet e dei social network, invece che alimentare il dibattito ha fatto emergere la necessità di pubblicazioni che abbiano l’obiettivo di fare seriamente il punto della situazione, dando risalto all’opera degli autori che sanno leggere le caratteristiche dei tempi in cui viviamo e che sono in grado di esprimere una ricerca che non si consuma in un ambito meramente letterario, o peggio asfitticamente amicale, ma è capace di parlare con chiarezza e autorevolezza al pubblico dei lettori. C’è bisogno insomma di luoghi che spingano al confronto, tali cioè da permettere di seguire quanto avviene, nel campo della poesia, accanto a noi o in territori più lontani, e nei quali sia possibile farlo in maniera non superficiale, o distaccata e accademica, come troppo spesso avviene. L’Almanacco di Lauretano e Napoli risponde con competenza e attenzione a queste esigenze.
Ampio spazio è dedicato alle esperienze e alle voci più significative del panorama internazionale (“L’orizzonte internazionale, la particolarità e la specificità dei linguaggi e le musicalità più disparate, la pluralità delle direzioni restano le matrici più profonde del nostro Almanacco”, scrivono i due curatori), a partire da un gruppo di scrittori austriaci, tra cui spicca Peter Handke con il suo poemetto Canto alla durata, presentato nella traduzione del goriziano Hans Kitzmuller.

Peter Handke
Peter Handke

Anche nella sezione denominata Lavori e dedicata alle opere in corso d’opera, sia dal punto di vista della scrittura originale che della traduzione, accanto alle proposte italiane di Valerio Magrelli, Umberto Piersanti, Giancarlo Pontiggia e Patrizia Villani, sono presenti autori della più diversa provenienza geografica e culturale, come Mario Rivero, voce tra le più rilevanti della poesia colombiana degli ultimi decenni, la libanese Etel Adnan, vicina ai novant’anni, presenza femminile di grande prestigio nella letteratura mediorentale e che vive tra Parigi e Sausalito in California, e poi la madrilena Guadalupe Grande e la parigina Christiane Veschambre.
La sezione delle Segnalazioni ospita giovani poeti presentati da colleghi già affermati o da lettori di professione: è il caso della croata Anna Baar, le cui poesie sono introdotte da Tiziano Broggiato, di Luca Ariano, Laura Corraducci, Domenico A. Ingenito, Zingonia Zingone e Giuseppe Nibali, introdotto da Davide Rondoni.
Particolare interesse riveste il Quaderno, curato da Emilio Coco, che permette un ampio sguardo sulla attuale produzione in lingua corsa, su quegli autori cioè nati e residenti in Corsica che hanno scelto di esprimersi nella lingua originaria del luogo piuttosto che in francese.

Dal volume edito da Raffaelli emerge un quadro generale di grande vitalità e varietà, che dà conto del periodo forse caotico, in qualche modo meno capace di relazioni e discussioni che in passato, ma sicuramente ricco di contenuti e di voglia di dire in cui si muove la poesia di questi anni.

 

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