Category Archives: Mosche in bottiglia

Caproni: un bicchiere, una stringa

/ Ottobre 2, 2011/ Mosche in bottiglia/ 2 comments

  In una conversazione della prima metà degli anni Sessanta, raccolta da Ferdinando Camon nel prezioso volume Il mestiere di poeta, pubblicato allora presso l’editore Lerici e poi riedito nel 1982 da Garzanti, Giorgio Caproni afferma che l’unica “linea di svolgimento” che è possibile intravedere nei suoi versi è “la linea della vita”: “il gusto sempre crescente, negli anni –

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ITALY

/ Settembre 25, 2011/ Mosche in bottiglia/ 0 comments

L’avvenimento di per sé non è particolarmente significativo (se non per me, forse), ma si presta ad alcune considerazioni. Qualche giorno fa ho letto il poemetto Italy di Giovanni Pascoli al teatro Manzoni di Pistoia, davanti a un centinaio di persone. Mi accompagnava nell’impresa, piuttosto ardua e affascinante, il contrabbasso di Alessandro Antonini. Nel corso della lettura, ho potuto avvertire

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Massimo due

/ Settembre 18, 2011/ Mosche in bottiglia/ 2 comments

Bisognerebbe smettere di dire che un secolo regala ad un popolo un solo poeta, al massimo due. Che i poeti veri si contano sulle dita di una mano. C’è forse qualcuno che si preoccupa di contare quanti narratori nascano in un secolo, o quanti scultori, medici, astronomi? La poesia così sembra debba essere qualcosa di sacro e di estremamente lontano.

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/ Settembre 12, 2011/ Mosche in bottiglia/ 2 comments

La poesia è un’attività che nasce nella solitudine, ma ha bisogno degli altri per poter dire di esistere. Ancora prima di essere scritta, senza la presenza degli altri – muta, inconsapevole, eppure necessaria – la parola non può diventare poesia. In seguito, una poesia si può dire sia stata composta solo quando ci sono altri a comprenderla.

Mosche

/ Settembre 11, 2011/ Mosche in bottiglia/ 0 comments

Mosche in bottiglia è il titolo di una raccolta di poesie di Leonardo Sinisgalli, pubblicata nel 1975. E’ un libro che ho amato e amo molto. Spero che Sinisgalli dal suo posto ultramondano (esisterà nell’aldilà un giardino per i poeti ingegneri?) non se ne abbia a male se uso le sue parole per dare un nome a questo blog. In fondo,

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